RINFORZI ESTIVI: QUANDO LA “COPERTA” E’ CORTA, VECCHIA E PIENA DI BUCHI

Il 22 giugno scorso, il Dipartimento della P.S. ha svelato quale sia, per l’anno 2018, il piano dei rinforzi estivi per gli Uffici della Polizia di Stato che, secondo criteri valutativi dello stesso dipartimento, ne hanno necessità per fronteggiare situazioni di particolare afflusso di viaggiatori e/o vacanzieri o comunque tali da rendersi necessario l’invio di “rinforzi”.

Il “piano” del Dipartimento prevede la messa a disposizione di soli 236 operatori, distribuiti su 36 tra Questure e uffici di specialità.

Non ci vuol molto a comprendere che un Paese come l’Italia, in cui il flusso estivo di turisti italiani e stranieri – fortunatamente per la nostra economia – è notevole, questi rinforzi non basteranno agli uffici interessati (in alcuni è previsto l’invio di un solo agente, in molti di due …) mentre molte saranno le Questure e ancor più gli Uffici di specialità che non riceveranno alcun rinforzo e che andranno in crisi più di quanto lo siano tutto l’anno.

Non per giustificare le scelte del dipartimento ma, in effetti, per mandare personale di rinforzo ad alcune sedi, quello stesso personale va sottratto da altri Uffici e Reparti che, a loro volta alle prese con una carenza organica ormai cronica, dovranno fare a meno anche del personale che andrà in ferie, già ridotte e spesso “contrastate” da una dirigenza comprensibilmente avvilita o “isterica”.

I sindacati, come è giusto sia, danno voce al personale inferocito, perché chi va in ferie deve farsi “il sangue amaro” con piani ferie sballati (la dirigenza sia, però, più puntuale ed eviti di inasprire il clima già teso) e chi resta – al netto dei soliti “furbetti” – dovrà sostenere carichi di lavoro sempre più onerosi, spesso lavorando in condizioni disagevoli.

Qualcuno afferma che, vista la situazione, protestare non serve, invocando la solita scusa della “coperta corta” (anche vecchia e piena di buchi, aggiungiamo noi), che non si poteva fare di più e di meglio, che queste sono le sole risorse disponibili (anche economiche, perché aggregare personale costa…) e che bla bla bla…  COPERTA

 

 

Forse è vero, forse protestare, a fine giugno, non servirà a migliorare le cose ma noi lo faremo lo stesso, anche pubblicamente, perché non si può subire e tacere di fronte al puntuale realizzarsi delle nostre previsioni, di quegli allarmi che ripetiamo da tempo: per garantire sicurezza al Paese e ai cittadini onesti, sia a quelli che arrivano dall’estero o quelli locali che andranno in vacanza o resteranno a casa, in un momento delicatissimo come questo (ma ormai questo momento delicatissimo perdura dal 2001) servono risorse economiche che si traducano in incremento degli organici e di retribuzioni adeguate.

Fino a oggi i governi italiani e d’Europa, invece, hanno gestito le risorse per la sicurezza con un calcolo mediocre e scarsamente lungimirante, costretti poi dalle emergenze a soluzioni tampone inefficaci e molto più dispendiose rispetto a una seria programmazione, come invece abbiamo sempre proposto.

Ora le cose cambieranno? Ce lo auguriamo, sinceramente, e che ciò avvenga in tempi brevi, anzi, brevissimi, perché la coperta corta, vecchia e piena di buchi sta davvero per strapparsi!!

25 giugno 2018

Il Segretario Generale Nazionale LO SCUDO

Pietro Taccogna